Mercoledì 11 dicembre si è svolto a Roma, presso il centro congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi, il convegno organizzato da Consorzio INTEGRA, occasione per presentare il libro “Le interdittive antimafia e le altre misure di contrasto all’infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici”, edito da Giappichelli Editore. Il volume, a cura di Giuseppe Amarelli, professore di diritto penale all’Università degli studi di Napoli Federico II, e Saverio Sticchi Damiani, professore di diritto amministrativo all’Università del Salento, si propone di affrontare in modo critico e sistematico il quadro normativo di riferimento, la sua pratica applicazione e i rimedi procedimentali e processuali predisposti dal legislatore al fine di fronteggiare le pesantissime conseguenze che le misure in questione generano sulle imprese.

Nel corso del pomeriggio, dopo i saluti di apertura del presidente del Consiglio di Sorveglianza del Consorzio INTEGRA, Aldo Soldi, sono intervenuti: Luciano Violante, presidente onorario di Italiadecide e presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle macchine; Raffaele Cantone, consigliere della Corte di Cassazione e già presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione; Michele Corradino, presidente di sezione del Consiglio di Stato; Costantino Visconti, professore di diritto penale all’Università degli studi di Palermo; Vincenzo Maiello, professore di diritto penale all’Università degli studi di Napoli Federico II; Vincenzo Onorato, presidente del Consorzio INTEGRA; Mauro Lusetti, presidente di Legacoop nazionale e Vincenzo Bonifati, delegato Ance al tema della legalità.

Fra i temi principali affrontati nel corso del dibattito, moderato dal giornalista e saggista Alessandro Barbano, il binomio tra effetti delle interdittive antimafia sulla criminalità organizzata ed effetti sulle imprese.

Il Presidente Vincenzo Onorato ha sottolineato come questo libro, con il case study INTEGRA, sia un’opportunità per creare occasioni di dibattito qualificato, grazie allo spessore e alla disponibilità dei relatori. “Le nostre procedure in materia di infiltrazioni mafiose nascono proprio da un confronto (…) con la prefettura di Bologna, che ha evidenziato una serie di rischi per una struttura complessa come la struttura consortile, portatrice di interessi così articolati”; questo ha portato all’adozione di procedure estremamente stringenti ed onerose dal punto di vista della gestione quotidiana, riguardanti le assunzioni, le nomine nei consigli di amministrazione, la partecipazione a gare con le associate e la scelta del partner. “Questi interventi, che si innestano in un sistema di procedure di Compliance più articolato, per funzionare all’interno delle imprese è fondamentale che siano trasparenti, condivisi, customizzati e non in contrasto tra loro…” – ha proseguito Onorato.