GLI SPAZI E GLI ARGOMENTI PER UNA NUOVA COLLABORAZIONE

Giancarlo Raggi, Presidente di ANCEBOLOGNA

 

Colgo molto volentieri l’opportunità che mi è offerta dagli amici di Integra per intervenire sulla loro newsletter con la finalità di tracciare le linee di una possibile collaborazione fra il sistema delle imprese ANCE di Bologna ed il sistema delle imprese cooperative che si occupano di edilizia e di abitazione.
Usciamo da anni complessi in cui la crisi ha fortemente ridimensionato la presenza imprenditoriale delle cooperative e delle imprese di costruzioni “storiche” nel nostro territorio.
Con ogni probabilità sono state colpite le imprese e le cooperative che più avevano investito sul nostro territorio e che in un periodo caratterizzato da una prolungata stagnazione del mercato immobiliare e del mercato dei lavori conto terzi (pubblici e privati), non sono state in grado di far fronte agli impegni che avevano contratto sul mercato (banche, clienti, fornitori di beni e servizi).
Sono stati anni di profonda trasformazione economica ed imprenditoriale, tutte le imprese che operano solo sul mercato interno hanno sofferto ma il tracollo che ha subìto il settore edile/immobiliare ci fa ritenere che il settore si fosse troppo esposto con uno squilibrio fra costi immediati e ricavi differiti che ne ha minato le basi operative e la possibilità di operare in un mercato più selettivo soprattutto nel rapporto fra esposizione finanziaria immediata e ricavi attesi differiti nel tempo e non precisamente programmabili.
Le imprese e le cooperative “storiche” bolognesi hanno dovuto fare i conti con questo cambio di passo e per molte la scelta “obbligata” è stata quella di ricorrere a procedure straordinarie per programmare la liquidazione e la cessazione della attività imprenditoriale.
Scelte difficili, dolorose, che hanno visto molte cooperative e molte imprese costrette a programmare, attraverso procedure straordinarie, una loro diversa presenza sul mercato.
Le imprese e le cooperative che sono “sopravvissute” a questo lungo periodo di crisi sono ora su un mercato ridimensionato in quantità di circa il 50-60% dei volumi produttivi e con strutture imprenditoriali forzatamente ridimensionate.
Come Presidente di ANCEBOLOGNA ho preso piena coscienza di questa evoluzione e ho delineato un programma di azione che rimette al centro “l’impresa, l’imprenditore” e la sua necessità di avere dall’Associazione tutti i supporti per consentirgli di operare in un mercato più selettivo e complesso.
Sto concentrando la mia attività sulle possibilità di sinergie fra le imprese sia nel mercato dei lavori pubblici, che di quelli privati e sul mercato immobiliare/abitativo.
Credo che in questi campi possa svilupparsi una nuova collaborazione fra cooperazione ed imprese private, con l’attenzione di mantenere al centro l’impresa (privata o cooperativa) e non considerarla una mera esecutrice di progetti e proposte guidate e gestite da altri (i Comuni nel campo urbanistico/abitativo, i consorzi nel campo produttivo) che ne sacrificano la capacità di produrre “ricavi e redditività”.
Con queste opzioni di fondo, credo che il lavoro comune con la cooperazione nel territorio bolognese possa essere utile e stimolante, indico alcuni campi d’azione:
– la razionalizzazione degli enti paritetici del settore (casse edili), sulla base delle positive esperienze già fatte nella scuola edile/CPTO di Bologna;
– la collaborazione e la sinergia fra le imprese nel settore dei lavori pubblici e privati con l’obiettivo di essere più competitivi e di non perdere le occasioni di lavori che il territorio esprime;
– la promozione del mercato della riqualificazione sismica ed energetica degli edifici esistenti per rendere concreta la rigenerazione urbana;
– la definizione di una nuova strategia urbanistica che tenga insieme la rigenerazione urbana e la riqualificazione dell’esistente e la nuova costruzione e renda le nostre città più attraenti e più competitive nei confronti di persone ed imprese. Una nuova offerta di servizi abitativi e residenze per città più contemporanee;
– la ridefinizione di rapporto con le banche che consenta di impostare un rapporto più equilibrato e più attento alle specifiche esigenze del settore;
– la ridefinizione dei contenuti e delle prassi applicative del contratto di appalto di lavori che, nel nostro territorio, non ha retto all’incremento della conflittualità derivante da un mercato edile, immobiliare, finanziario più selettivo e da un eccesso di offerta che ha reso le imprese “contraenti deboli” nei confronti dei committenti;
– una nuova attenzione alle infrastrutture per la mobilità, pubblica e privata, e la sosta, che non condanni la città di Bologna all’ingorgo permanente della sua tangenziale;
– lo sviluppo dell’innovazione digitale nel settore delle costruzioni e dell’abitazione, sia nella fase della progettazione e gestione del cantiere dell’immobile e/o dell’infrastruttura che nella promozione dell’impresa e del suo prodotto/servizio edile/immobiliare;
– lo sviluppo delle relazioni con le imprese e le istituzioni delle province limitrofe di Modena e Ferrara.
Su tutti questi temi credo che Vi possano essere ampi spazi di collaborazione fra ANCEBOLOGNA ed il sistema cooperativo e credo che Integra possa essere un utile strumento per dare gambe a questi progetti di collaborazione e di sviluppo del settore costruzioni nel nostro territorio di riferimento.
I terreni di lavoro comune non mancano, siamo pronti ad affrontarli insieme per rilanciare il settore costruzioni a Bologna.