CODICE APPALTI ED EFFETTI SUL MERCATO DEI LAVORI PUBBLICI: NAPOLI

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Dopo quella di Bologna, l’8 marzo scorso INTEGRA ha organizzato una nuova iniziativa, a Napoli, per la presentazione del libro “I nuovi appalti pubblici” e a seguire una tavola rotonda dal titolo “Il codice degli appalti e l’impatto sul mercato dei lavori pubblici”: un’ulteriore occasione qualificata di dibattito alla luce delle previsioni del futuro correttivo al codice.

L’incontro, anche qui molto partecipato, è stato moderato nuovamente dal giornalista de Il Sole 24 Ore, Mauro Salerno. Tra i partecipanti Piero Salatino, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università Federico II di Napoli, che è intervenuto portando i suoi saluti, anche a nome anche del Magnifico Rettore e Presidente CRUI Gaetano Manfredi; Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop, ha sottolineato l’impegno attribuito da Legacoop alla cultura e, in riferimento al codice appalti, che la situazione di incertezza, generatasi in alcuni casi, deve essere superata in maniera decisa, considerato che le imprese non possono vivere nell’incertezza; il Consigliere di Stato e Capo di Gabinetto della Regione Campania Sergio De Felice, a cui è spettato il compito di introdurre il libro di Michele Corradino e Saverio Sticchi Damiani, definito come una base importante a cui gli operatori possono e devono fare riferimento, specialmente in merito alle novità e alle differenze che il Codice degli Appalti ha introdotto.

Ha aperto la tavola rotonda Angelo Clarizia, professore di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma “Sapienza”, seguito poi da Saverio Sticchi Damiani, professore di Diritto Amministrativo, componente commissione ANAC e coautore del libro; Edoardo Cosenza, professore di Tecnica delle Costruzioni presso il dipartimento di strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli studi di Napoli Federico II e Componente della Commissione MIT per la digitalizzazione degli appalti, che ha trattato di BIM (previsto dall’art.23 del nuovo codice) e del lavoro della Commissione (a proposito si veda seminario organizzato da INTEGRA con il prof. Cosenza); Luca Cascone, Consigliere Regionale della Campania e Presidente IV Commissione Regionale Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti; Vincenzo Onorato, Presidente Consorzio INTEGRA e Vicepresidente comitato Grandi Infrastrutture Strategiche di Ance; Edoardo Bianchi, Vice Presidente Nazionale Ance per le opere pubbliche; Francesco Tuccillo, Presidente Acen ed infine il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Clarizia ha sottolineato come sia errato attribuire una valenza moralizzatrice alla riforma del codice degli appalti, soprattutto se lo si continua a fare con una mole enorme di leggi, che determina un aumento del contenzioso. Sticchi Damiani ha sottolineato come, per quanto riguarda il ruolo dell’ANAC, in assenza di regole stabili, si possano verificare orientamenti opposti, con le scelte dell’ANAC in contrapposizione a quelle del Consiglio di Stato.

Cascone ha fatto notare come la spinta verso una semplificazione normativa si sia tradotta in un piccolo “pasticcio” che si sta cercando di sistemare con il Correttivo. È questa una motivazione per Cascone, per quanto riguarda la regione Campania, dei ritardi nel mettere in campo i 4 miliardi di euro di opere previste.

Onorato si è espresso in questi termini: “speriamo che le misure del correttivo aiutino a riportare in campo gli investimenti”. Onorato ha poi snocciolato alcuni preoccupanti dati del mercato delle costruzioni, raccolti ed elaborati dall’Osservatorio INTEGRA: «il mercato a fine anno ha subito una contrazione pari al 21%, si è passati da euro 13,3 miliardi nel 2015 a euro 10,5 miliardi nel 2016 e in particolare dal periodo di entrata in vigore del codice nell’aprile 2016 ad ottobre, il mercato è calato del 42% negli importi e del 62% nel numero di bandi. Questa particolare situazione si colloca in una condizione generale di calo del mercato dei lavori pubblici che dai 23 miliardi del 2008 è passato ai 10,5 miliardi di oggi (-54%)».

Una condizione generale di instabilità e “schizofrenia” è stata evidenziata da Bianchi: “in pochi mesi sono cambiati principi guida e principi cardine rispetto ai quali ti devi organizzare come impresa”. Ha concluso poi avanzando una richiesta a nome di Ance, ossia introdurre per le gare più piccole l’esclusione automatica con il metodo “antiturbativa” come criterio di aggiudicazione e dare la possibilità agli enti locali di mandare in gara progetti definitivi per tutto ciò che è manutenzione. Questo permetterebbe al paese di rimettersi in moto in breve tempo. Infine definisce positivo il ruolo dell’ANAC, che dovrebbe però avere compiti ben precisi.

Tuccillo ha segnalato che dopo una prima fase di entusiasmo per la legge delega del nuovo codice degli appalti sono invece emerse enormi contraddizioni e criticità. Secondo una verifica effettuata proprio da Acen, “in Campania nel 2016 si è registrata una flessione dei bandi di gara del 34% in numero e del 32% in valore” rispetto all’anno precedente, dovuta in larga parte al fatto che – con le nuove norme – numerose stazioni appaltanti non hanno potuto mettere in gara i progetti definitivi, mettendo così a rischio la “sopravvivenza” di imprese e famiglie.

Ha chiuso il convegno De Luca, avanzando una critica al Codice degli Appalti, alla “sottocultura ambientalista” e alla sottocultura del disprezzo per la politica e per le istituzioni del Paese. Ha precisato come l’Italia necessiti di un rilancio straordinario dell’edilizia, della manutenzione urbana e territoriale per seguire l’evoluzione degli altri paesi europei e in particolare l’esempio di alcune grandi città. Le possibilità e soprattutto i posti di lavoro che potrebbero creare opere importanti vengono invece messi a rischio dall’operato di una settantina di associazioni “ambientaliste” o dalle convinzioni dei soprintendenti, che hanno praticamente potere assoluto. Per quanto riguarda il codice degli appalti ha spiegato che, a causa della “mitologia del progetto esecutivo” è stato creato un fondo di rotazione di 80 milioni di euro per la progettazione, per fornire ai comuni le risorse necessarie. Oltretutto, secondo il Presidente, l’esperienza ha dimostrato che con l’appalto integrato le imprese si assumevano la responsabilità del progetto esecutivo, facendo così diminuire le riserve e il contenzioso rispetto ai casi di gare bandite sulla base di progetti esecutivi. De Luca poi ha chiosato che “nella situazione di crisi in cui si trova l’edilizia tutto bisogna fare meno che frapporre ostacoli sulla via dei cantieri. Siamo l’unico Paese che ha rinunciato ai punti di Pil garantiti dall’economia della trasformazione urbana”. Il Presidente ha infine concluso il suo intervento con il dovere di non arrendersi e di guardare con fiducia nel presente e in noi stessi.

Articolo su Edilizia & Territorio