BUILDING INFORMATION MODELING – RIFLESSI SU PROGETTAZIONE, ESECUZIONE DEI LAVORI E MANUTENZIONE

Edoardo Cosenza, Università di Napoli Federico II

Il Building Information Modeling (BIM) è una metodologia di progettazione e gestione delle opere civili che interessa tutto il settore delle costruzioni. Le forti potenzialità del BIM nell’archiviazione e gestione delle informazioni generate durante tutto il processo edilizio, dalla fase di ideazione di un’opera, passando per la progettazione e la realizzazione fino alla sua fase di uso, identifica tale metodologia come strumento a supporto della gestione di tutto il ciclo di vita delle opere civili. Il BIM risponde a pieno alle esigenze delle imprese di costruzioni che oggi si trovano ad affrontare realizzazioni di opere sempre più complesse con una richiesta di prestazioni sempre più elevata in uno scenario di crisi del settore. Pertanto, il controllo accurato delle quantità, dei costi, il monitoraggio contestuale dei tempi, tramite la gestione del cronoprogramma integrata con il modello BIM, la possibilità di gestire i manufatti durante la fase di servizio, sono le potenzialità che maggiormente hanno catturato l’interesse da parte delle imprese che fanno parte del consorzio INTEGRA.

Il Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università Federico II di Napoli è impegnato da alcuni anni in attività di ricerca e supporto agli operatori del settore delle costruzioni, per lo sviluppo di nuove frontiere per la progettazione strutturale. A tal proposito, i principali vantaggi sono legati alla possibilità di operare una progettazione strutturale integrata dell’opera, potendo gestire le interazioni con i componenti non strutturali e potendo condurre agevolmente verifiche relative alle performance dei vari componenti, tanto allo stato limite di servizio quanto allo stato limite di operatività, nonché analisi di perdite economiche attese, indotte da hazard naturali. La modellazione avanzata 3D consente inoltre di poter gestire configurazioni geometriche complesse di componenti strutturali, in acciaio e in cemento armato, quali gabbie di armature o connessioni particolarmente complicate, potendo agevolare le fasi di installazione in cantiere e le fasi di manutenzione. Tali visualizzazioni, in ambiente di realtà virtuale, possono velocizzare la verifica di fattibilità di configurazioni particolarmente complicate e quindi le operazioni di montaggio dei sistemi strutturali. La progettazione parametrica dietro l’approccio BIM può inoltre supportare l’ottimizzazione di forme strutturali complesse, di particolare valenza estetica, avvicinando quindi, specie per opere di particolare valore, il momento della progettazione strutturale e di quella architettonica.

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Il BIM oggi promette quindi di fornire nuovi strumenti ed opportunità nella gestione delle opere civili, ma pone al contempo sfide da affrontare; prima fra tutte la forte esigenza di aggiornamento delle figure professionali affinché l’intero sistema possa adeguarsi alle nuove metodologie di gestione delle opere e rispondere alla sempre crescente domanda di mercato. Risulta chiaro che l’offerta formativa sul BIM non si può fermare solo a quella garantita dai percorsi didattici individuati dalle ancora poche università attive su questo tema in Italia; i professionisti formati dalle università sono ancora insufficienti rispetto alla domanda di competenze posta dal sistema BIM, che abbraccia in maniera più ampia tutti gli operatori del settore delle costruzioni e che può essere stimata in circa 100.000 tecnici. L’entità della problematica necessità di un vero e proprio Piano “Marshall del BIM” per riuscire a trasformare un “problema” in “opportunità”.

bim-figura2-Tale esigenza di formazione del settore si è evidenziata anche durante i lavori della Commissione del Ministero Infrastrutture e dei Trasporti per la digitalizzazione degli appalti pubblici. Tale commissione, di cui faccio parte, prevista dall’art. 23 comma 13 del Decreto Legislativo del 18 aprile 2016 n.50, ha il compito di definire le modalità di inserimento di tali metodi e strumenti, i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà, le tipologie di opere da destinare alla metodologia BIM e l’individuazione delle strategie di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche e del settore delle costruzioni.

Lo scenario così delineato mostra quindi che non è più possibile fermare il processo di transizione verso il BIM in Italia, ma bisogna al contrario abbandonare le restanti perplessità nei confronti delle nuove metodologie ed avviare il più rapidamente possibile tutte le attività necessarie per cogliere efficacemente tutti i vantaggi che il BIM consente di ottenere.