INTEGRA: UN BILANCIO DI FINE ANNO

Vincenzo Onorato, Presidente Consorzio INTEGRA

Questa ultima newsletter del 2016 è l’occasione per un bilancio di fine anno.

In questi mesi abbiamo operato attivamente nel nostro mercato di riferimento, quello degli appalti pubblici di costruzione e servizi, registrando il persistere di preoccupanti segnali di contrazione nelle costruzioni.

A tal proposito rileviamo che i dati di mercato ad oggi disponibili, quelli al 30 novembre, confermano il trend estremamente negativo rilevato nel corso dell’anno e ripreso da Edilizia e Territorio nell’edizione di metà novembre (Lavori pubblici “puri”, bandi in calo del 31%) nella quale venivano illustrati i dati dell’osservatorio mensile del Consorzio INTEGRA al 31 ottobre.

Il mercato pubblico tradizionale delle costruzioni, depurato dalle iniziative in project financing e dalle concessioni, fa registrare a fine novembre un calo degli importi, rispetto allo stesso periodo del 2015, del 24,5%. Il dato 2016 – 8,8 miliardi di emissioni – è estremamente preoccupante, soprattutto se letto nel quadro della contrazione del mercato degli ultimi anni: si è passati dai 23 miliardi di euro del 2008 ai 14 del 2015.

Se si esamina il mercato dei bandi di importo superiore a 1 milione di euro (80% del mercato in termini di importi e meno del 20% in termini di numero di bandi), un altro dato allarma: il numero di bandi è crollato del 44,1%! In termini di importi, invece, il calo è analogo a quello del mercato nel suo complesso.Siamo preoccupati per l’impatto che questo quadro avrà sul portafoglio lavori delle nostre associate, considerato che le imprese sono già fortemente provate da questi anni di crisi.I motivi di questa ulteriore contrazione a nostro avviso sono molteplici. Il calo è stato registrato fin dai primi mesi dell’anno, ma ad aprile la forbice si è allargata sensibilmente: sicuramente un peso rilevante è attribuibile all’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, con l’introduzione dell’obbligo di un livello di progettazione esecutiva per tutte le stazioni appaltanti pubbliche – ad eccezione dei “settori speciali” – per bandire una gara di appalto, misura adottata senza l’introduzione di un regime transitorio.

Indipendentemente da valutazioni sui contenuti del codice, per molti versi efficaci, condivisibili e capaci di fornire maggiore trasparenza al settore, la questione è di più ampio respiro. Il settore patisce da anni l’assenza di una politica industriale di medio periodo e di misure graduali di orientamento del mercato per raggiungere gli obiettivi prefissati: non è con il codice che si fa politica industriale. Le imprese hanno bisogno di scenari chiari e stabili e, dopo tanti anni di violenta crisi del settore, di un orizzonte temporale adeguato per evolvere ed adattarsi: hanno senza dubbio il dovere e l’esigenza di leggere le tendenze e orientare di conseguenza i piani industriali di medio termine, ma hanno prima di tutto il dovere e la necessità di sopravvivere nel breve periodo.

Pur avendo apprezzato alcuni sforzi di programmazione degli ultimi anni, sono mancati obiettivi stabili di medio termine. Rischiano di essere estremamente dannose per il settore l’adozione di misure che comportino repentini cambiamenti degli scenari di mercato dal momento che ciò impedisce alle aziende di programmare e di investire in sviluppo. Si pensi a tal proposito all’effetto negativo che ha avuto il cambiamento drastico – e “improvviso” rispetto agli obiettivi della programmazione precedente – della politica sugli incentivi per le fonti di energia rinnovabili.

Ritornando al nuovo codice, che recepisce le direttive UE oltre al riordino complessivo della normativa di settore, gli aspetti positivi sono sicuramente numerosi e condivisibili; la sfida riformatrice è imponente e va dalla semplificazione degli oneri alla razionalizzazione del processo di realizzazione fino alla selezione degli operatori economici. Alcuni miglioramenti sono possibili, così come evidenziato anche nelle proposte unitarie delle associazioni di categoria dell’1 dicembre 2016 (Principali questioni relative al codice dei contratti – in materia di lavori pubblici). Ciò precisato l’adozione pressoché istantanea di alcune misure contenute nel codice ha avuto e sta avendo un rilevante impatto negativo sul mercato rischiando di danneggiare ulteriormente un settore già fortemente provato dalla crisi.

È determinante in questa fase il ruolo delle associazioni di categoria che, siamo certi, continueranno a fare la loro parte per rappresentare le legittime istanze delle imprese.

In questo difficile contesto è con particolare orgoglio e soddisfazione che registriamo il raggiungimento dell’obiettivo acquisitivo per il 2016, risultato che conferma la bontà dei principi ispiratori della nascita di INTEGRA: la capacità della struttura consortile di intercettare gli orientamenti del mercato e il valore industriale dell’integrazione tra settori. Tra le principali aggiudicazioni del 2016 spiccano il «Servizio Integrato di Gestione Energetica» per l’ASP di Palermo e il «Multiservizio Tecnologico e fornitura dei Vettori Energetici» per la Regione Lazio.